Mer. Ott 16th, 2019

I MIEI LIBRI

Il primo libro che pubblicai fu la mia tesi di laurea

La solitudine e la socievolezza” (Firenze Atheneum) è stato il  mio esordio letterario. Il saggio filosofico, riprende, di fatto, la mia tesi di laurea che ho discusso due anni prima (1994) presso l’Ateneo Fridericiano. Il libro, che uscì nel novembre del 1996, edito dalla Firenze Libri per la collana Firenze Atheneum, ripercorre il pensiero di Jean Jacques Rousseau, uno dei maggiori filosofi del Settecento, nel tentativo di comprendere fenomeni, temi ed argomentazioni che sottendono alle società contemporanee di tutto il mondo e riguardano il rapporto tra l’individuo e la collettività.


Una grande inchiesta che dedicai, a pochi passi dal nuovo millennio, all’idea di Dio e alle religioni

Un Dio per il Duemila” (Vittorio Pironti Editore) è stata la prima ed impegnativa inchiesta giornalistica che ho pubblicato nell’anno 1998 con l’Editore Vittorio Pironti. Un viaggio affascinante che, come recita il sottotitolo, è il risultato di “Quindici conversazioni di fine millennio sull’idea più antica e più nuova degli uomini”. Intorno a domande cruciali sulla propria fede, la religiosità e il bisogno di Dio, ho intervistato, per questo libro, personalità di lato rilievo e nomi assai noti in diversi campi. Scienziati come Antonino Zichichi, vescovi come Antonio Riboldi e Raffaele Nogaro, filosofi quali Remo Bodei, Sabino Acquaviva e poi, Elio ToaffLucio CollettiBaget Bozzo.


Il primo libro sul piccolo paese delle mie orgini, quel sud che a Napoli mescola ritardi e genialità

Il viaggio possibile” (Vittorio Pironti Editore) è un libro d’amore e di passione per la terra che mi ha dato i natali, quel paese, Sant’Anastasia, che molti sono stati costretti a lasciare per l’assenza di lavoro e di serie opportunità di sviluppo. Il libro che è un viaggio “immaginato” è anche “il ritratto di quel paese vesuviano quando sarà rinato” come recita il sottotitolo e un romanzo che racconta la storia di Antonio Cosentino, padre di tre figlie laureate che vuole partire per l’Emilia Romagna. Antonio, che è mio amico, esita e aspetta che, anche attraverso un libro, egli possa vedere un paese migliore. Per questo il suo diventa così un viaggio possibile, ma per le strade del proprio paese che finalmente è cambiato.


La prima e l’unica biografia scritta su e con Raffaele Cutolo, l’uomo che cambiò per sempre il volto della camorra

Un’altra vita, le verità di Raffaele Cutolo” (Marco Toprea Editore) è la prima e l’unica biografia scritta su e con Raffaele Cutolo, il capo e fondatore della Nuova Camorra Organizzata, l’organizzazione camorristica che, all’inizio degli anni ottanta, fece contare così tanti morti ammazzati per le strade della Campania. Cutolo era il boss che si ispirava all’idea romantica della camorra. Venti anni dopo, Cutolo, si è convertito a Dio e per questo ha deciso di raccontare, in questo libro, tutta la sua vita e quei legami che ebbe durante la vicenda di Cirillo o quella di Aldo Moro. Il libro, uscito nel 2001, è stato pubblicato dal gruppo editoriale Il SaggiatoreMarco Tropea Editore.


Quel libro su e con Licio Gelli che mi disvelò un mondo infinito in mezzo ai misteri d’Italia

Licio Gelli, la lunga vita” (Editore Giuseppe Laterza) è un libro cruciale. Con questo titolo, l’Editore Laterza ha pubblicato nel novembre del 2003 la biografia che svrissi su e con Licio Gelli alla stesura della quale il capo della Loggia P2 dedicò molte sue energie. Gelli racconta in questo mio libro gli anni cruciali della sua loggia massonica, il terrorismo, tutti i sospetti che si sono concentrati sul suo operato, le trame, le ipotesi, le opinioni. Il libro, che è il frutto di diversi anni di lavoro e numerosi colloqui tra me e Licio Gelli non tralascia nulla, nemmeno le radici, le nostalgie, le paure di un uomo che a più di ottant’anni, amava ancora la poesia e non rinnegava nulla di quello che aveva vissuto nel corso della sua lunga esistenza. Nemmeno le latitanze che, in questo libro, spiega e rievoca passo per passo.


Da una canzone di De Gregori il libro che ho scritto per l’Unesco sullo sport e sul valore dell’etica

Parla di Nino che vive a Roma da quando è nato, nell’anno 1968. E di una canzone che lo legò alla vita e ad un calcio di rigore. Questo libro che ho scritto con Pasquale D’Addato dal titolo “Nino e il calcio di rigore” (Edizioni Neomediatalia) racconta una storia delicata ed avvincente tutta vissuta attorno ad un impegno a favore dello sport e dei suoi valori. È tenace Nino, il protagonista del libro/ormanzo e della canzone di Francesco De Gregori “La leva calcistica del ’68” il mio anno di nascita. Nino riesce a sfidare le avversità della vita. Animato da una passione smodata. Dall’idea di vedere nello sport la metafora migliore che si possa avere o dare alla vita.
Un libro che rappresenta un progetto importante che coinvolge l’Associazione Arbitri Italiani (A.I.A.) già centenaria e l’Organizzazione delle Nazioni Unite dedita al patrimonio culturale che è nel mondo denominata UNESCO a cui si vorrà dare il compito di riconoscere l’arbitro di ogni disciplina sportiva “patrimonio mondiale dell’umanità” poiché egli è chiamato a rispettare e far rispettare le regole del gioco. Qui, a seguire, una bella testimonianza video di Gabriella Carlucci che ne riassume il senso con grande efficacia.


Un libro/inchiesta sulla vita e la storia del paese che mi ha dato i natali

Più di cento testimoni ascoltati, nove quesiti che scavano nel profondo anche dentro il malcostume, attorno ai mille talenti, accanto alle decine di rivalità. Quesiti che si fanno capitoli e toccano la storia, la politica, l’antropologia, la cultura, l’economia, la scuola, il costume, la fede, l’attualità, anche più controversa, di uno dei paesi più noti dell’area vesuviana.

“Gli Anastasiani, indagine al di sopra di ogni sospetto” (Edizioni Neomeidiatalia) è una inchiesta senza precedenti sul piccolo paese, poco meno di trentamila abitanti, che mi vide nascere. Un’inchiesta complessa, ampia, impegnativa, delicata. Che ha usato il rigore del giornalismo d’inchiesta, la raccolta di documenti esclusivi, i racconti inediti e la narrazione appassionata affinché dessi il mio ennesimo contributo alla terra natia.  Un libro di trecento pagine che si fa denuncia, sprone al cambiamento, documento, riflessione sui limiti di una comunità, possibilità di un progetto per il futuro, occasione di un cambiamento nella mentalità e nelle relazioni tra cittadini dello stesso luogo.


Per raccontare quel che tutti tacciono. Delle donne assassine e di quello che fanno patire ai padri separati e ai loro figli

“Le donne assassine, tutto quello che nessuno vi ha mai raccontato sui padri separati e sui loro figli” (Edizioni Neomediaitalia) un libro che è un atto d’amore e d’accusa. Amore verso tutti i figli dei padri separati costretti a vivere una vita diversa da quella che la Vita voleva essere; a subire la lontananza, l’estraneità, l’assenza del loro genitore. Accusa verso tutti coloro che, ogni giorno, contribuiscono, nei tribunali italiani, ad allargare e marcare i dissidi, i livori, le sofferenze che già sono laceranti tra chi decide di separarsi: un crimine che alimenta altri crimini e che non viene mai punito. Del quale nemmeno si parla. È un’inchiesta che l’Autore voleva realizzare già da tempo e non solo perché è stato ed è, egli stesso, un “testimone oculare” coinvolto in un’assurda storia di separazione conflittuale. Ma, soprattutto, per quell’impegno verso la legalità e la giustizia che ciascuno dovrebbe avere. Soprattutto se in gioco ci sono dei figli piccoli ed innocenti. È stato un lungo lavoro per il quale si ringraziano tutti coloro che si sono resi disponibili: magistrati, avvocati, padri separati, figli negati, colleghi giornalisti, scrittori, psicologi, pedagogisti, assistenti sociali, donne coraggiose, docenti ed esperti vari, enti ed associazioni. Un’inchiesta senza precedenti, un tema che coinvolge milioni di uomini, di donne e di figli. Un libro scritto con la prudenza e la testimonianza, il cui ricavato sarà interamente devoluto a favore delle associazioni dei padri separati, nasce dalla frontiera, dalla testimonianza, dal bisogno d’amore che dovremmo sempre avere, dare e testimoniare. Nelle intenzioni anche l’idea di affermare un nuovo modo di guardare ad un problema che miete centinaia di vittime, che cambia vite umane, che scatena odi, risentimenti, livori, un mercato di compensi, una sofferenza senza fondo. Un libro/inchiesta che vuole essere anche il mio personale contributo a favore dei padri separati e dei loro figli.


Un libro di denuncia e di coraggio contro tutti i tangentisti con cui abbiamo a che fare

“Il tangentista”, Storia di un sindaco che viene arrestato per tangenti e condannato. Di chi lo sostiene ancora, di chi lo paga, di chi lo rivota. – come recita il sottotilo – è il mio libro/inchiesta contro la piaga della corruzione che è in Italia e ovunque. Un libro che nasce dalla libertà assoluta che ho fatto vincere su tutto e dal rispetto che ho per la legalità onorando così la memoria di tutti coloro (magistrati, giornalisti, poliziotti, carabinieri, testimoni di giustizia) che si sono fatti ammazzare per denunciare il malaffare e fronteggiare il crimine in ogni suo ambito.

«Una delle caratteristiche del tangentista di fronte alla profezia – ha scritto Francesco Bergoglio – è un certo tipo di complesso di “inquestionabilità”. Il tangentista si offende dinanzi a qualunque critica, discredita la persona o l’istituzione che la emette, fa in modo che qualsiasi autorità morale in grado di criticarlo sia eliminata, ricorre a sofismi ed equilibrismi nominalistico-ideologici per giustificarsi, sminuisce gli altri e attacca con l’insulto quelli che la pensano diversamente. Il tangentista è solito perseguitarsi inconsciamente ed è tale l’irritazione che gli genera questa autopersecuzione che la proietta sul prossimo e, da autoperseguitato, si trasforma in persecutore».

Questo libro non avrei mai potuto scriverlo se avesse accettato di mantenermi il lavoro comodo, tranquillo e ben remunerato che aveva barattandolo con l’esercizio della mia autonomia, della libertà e del coraggio che serve per non tirarsi mai indietro davanti alla corruzione, alle bugie, agli inganni che sono attorno a noi. I tangentisti c’erano, ci sono e ci saranno e avranno sempre i loro sostenitori che vengono usati come fossero marionette, il serbatoio di voti che serve sempre. I tangentisti sono sempre narcisisti. Nessuno è più bravo e più capace di loro. I tangentisti sono bugiardi per natura e si convincono di non fare nulla di male. Essi sono arroganti e in molte occasioni tentano minacce, pressioni con violenza verbale e fisica. Hanno una grande abilità a fare le vittime, a manipolare, a prendere soldi, a fare della politica l’unico posto in cui, per una vita intera, è possibile mentire, arricchirsi e nutrire l’immenso «ego» che ogni narcisista sfrenato deve alimentare. Un libro leale, necessario che racconta la vicenda di un tangentista che fu eletto sindaco e fu arrestato con la tangente appena ricevuta. Un libro coraggioso scritto in una terra dove il malaffare non è solo della camorra, della mafia, della criminalità ma anche di certa politica e di tanti politici. A seguire, il promo video che ci porta dentro i temi del libro.

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