Bruno Laurenti, anima vagante e bella che viaggia tra note ed emozioni

Da qualche tempo non vedo né sento Bruno Laurenti. L’ultima volta che ci siamo scritti stava attraversando la pandemia di prima ondata vissuta a Trieste dove vive il fratello. Se penso a Bruno penso alle canzoni, le sue e le altre. Penso al mare che sta di fronte alla sua casa in Sicilia con il profilo delle isole minori che stanno lì davanti. Ci conoscemmo per caso come le tutte le cose che accadono nella vita. Ma se al caso di mille eventi leghi un filo rosso o bianco fai la trama della vita di ciascuno. Così due estati fa, quando gli scattai anche la foto di copertina di questo articolo, ci fermammo davanti al progetto che gli avevo prospettato: scrivere un libro sulla vita di un ragazzo nato a Ponticelli (periferia “discussa” di Napoli) e da lì arrivato a scrivere musiche, arrangiamenti e canzoni per Dalla, Morandi, Ron e tanti altri. E furono emozioni successi conclamati. Ha composto canzoni straordinarie Bruno Laurenti che tutti conoscono ma non ne conoscono l’autore. In fondo una canzone è questo ed è come la poesia. Un vero artista lo sa. Quando scrivi una poesia (o una canzone che sia) e quel che scrivi diventa di pubblica memoria essa smette di essere tua e diventa di tutti perché l’emozione va condivisa e la musica, quando è musica, ha sempre un linguaggio universale. Sarà schietto. Stimo che Bruno Laurenti abbia raccolto finora al massimo il 10% di ciò che merita. Ma, in fondo, quante altri artisti (e poeti e scrittori e cantanti o pittori) raccolgono solo la minimissima percentuale di ciò che meritano. Perché ci vuole anche fortuna nelle cose che facciamo e la fortuna, si sa, è sempre bendata anche se è una dea. Fin qui se mi fermassi solo a ciò che volgarmente definiamo il successo di un uomo o di un artista. Se, invece, vado oltre, in territori dove pochi vogliono arrivare, dirò, come ho detto, a Bruno Laurenti come ad altri, come a me, che un vero artista vive anche senza alcun consenso e non cerca “like” né dischi o libri da vendere né ospitate televisive. Il vero artista non è narciso dacché, intanto, ha avuto la fortuna di essere altrove ed il privilegio di toccare ciò che solo all’arte è dato “toccare”. La vera missione di un artista è essere altrove: in un territorio del tutto sconosciuto dove le emozioni muovono mondi, montagne, stagioni, le cose di dentro, il modo di stare nella vita.

Io vengo da molto lontano e vengo a piedi” mi ripeteva Bruno Laurenti sin dai primi incontri che potemmo avere già 20 anni fa. E ci scoprimmo originari e viaggiatori allo stesso modo: lontano e a piedi. Ma poiché il futuro è sempre il paese più bello che possiamo abitare ho pensato stamane che fosse bella cosa far arrivare d’improvviso questo link della serie “ode ai miei amici” che, quando posso, scrivo a getto e affido alla rete digitale, dirò a Bruno Laurenti che è stato da sempre una cosa preziosa averlo come amico. Anche quando nei momenti di turbolenti ci siamo ascoltati di meno e di meno capiti. Bruno prega come pregano i buddisti e ha fretta di dare certezze ai suoi anni che dal ’53 ne conta uno per volta ogni anno che passa. Non c’è giornata che Bruno non abbia in mente un verso che corre veloce. E nonostante gli schiaffi avuti dalla vita e dagli accadimenti come capita a tutti, Bruno Laurenti resiste: al tempo, agli ostacoli, alle nostalgie. Qualche volta si attarda per far spazio ai ricordi ma poi si accorge che i ricordi rubano sempre lo spazio al tempo presente e corre ai ripari cercando nuove cose, facendosi spazio in un mondo artistico che spesso sa essere spietato e crudele. Ma ciò che accade nella musica sa anche di magia. Se pensi, per esempio, a come nasce una canzone, un testo, una melodia. Lo chiesero anche a Bruno Laurenti. “Una volta compreso il movimento armonico, e il tipo di scansione nel movimento della voce – disse Bruno – posso comporre qualcosa di consono, filtrandolo però sempre attraverso la mia mente, la mia formazione musicale, il mio bagaglio di sentimenti e il mio cuore, perché la parte emozionale del brano è sempre e comunque mia, poi di volta in volta lo perfeziono nella direzione in cui l’interprete la canterebbe. A volte invece, volutamente, vado nella direzione opposta a come l’artista lo interpreterebbe, a seconda delle esigenze del brano e di come io l’ho pensato e proposto. Non ho mai scritto una canzone a tavolino.  Capita invece che io scriva di getto; ad esempio per “L’amore che ci cambia la vita”, sono svegliato una mattina e ho detto “oggi scrivo un pezzo per Gianni Morandi. Non era assolutamente in programma e non sapevo nemmeno cosa Morandi stesse facendo in quel momento, se avesse inciso un disco o se stesse preparando altre cose, però l’ho fatto. Vivevo a Roma, al vicolo fontana di Trevi, nella casa in cui aveva abitato Totò e il padre di Roberto Murolo, Ernesto. Erano le 9 del mattino, alle 10 il brano era pronto. Svegliai il paroliere, che aveva lavorato tutta la notte, e gli feci preparare il testo, mancava ancora l’inciso ma quello è venuto fuori in sala registrazione mentre cantavo. A Morandi piacque e il resto è storia…”.

Un giorno dissi a Brunoun vero artista è l’unico che con anni diventa più piccolo e nuovamente bambino“. I bambini sono gli adulti che non sanno di esserlo e gli adulti i bambini che non sanno di abitare. Una biografia abbozzata dice che “Bruno Laurenti (al secolo Bruno Incarnato) è conosciuto con lo pseudonimo di Laurex, ed è più noto e apprezzato come autore che come cantante. Dopo diverse incisioni dal ’78 ai primi anni ‘80 e partecipazioni a manifestazioni canore come il Festivalbar del 1983, con la canzone Giulietta e Romeo, decise di appendere al chiodo i panni del cantante dedicandosi esclusivamente alla scrittura musicale per divenire, in breve tempo, un compositore apprezzato i cui testi hanno contribuito a portare al successo cantanti come Alex Baroni, Andrea Bocelli, Lucio Dalla, Massimo di Cataldo, Riccardo Fogli, Gianni Morandi, Anna Oxa, Ron, Tosca ed altri. Ma, ben oltre la narrazione delle cose passate, conta ciò che potrà venire. “Tutto viene quando è il tempo che venga” mi ricordava con soddisfazione Bruno Laurenti che da tempo attinge anche la sua filosofia di vita dalla saggezza orientale e a quella di qualche maestro buddista e illuminato da cui io, con garbo infinito, diffido sempre. E no perché non ami il buddismo o altre spiritualità di vecchio o nuovo corso. “Ciascuno il maestro lo ha dentro se stesso” annotai da qualche parte negli anni universitari vocati a maestra filosofia: l’unica maestra che si mette sempre in discussione. Verrà il futuro, caro Bruno, e sarà bello riabbracciarti con tutto il valore dell’amicizia che, se vera, non muore mai. Verrà il futuro e avrà il suono di qualche nuova canzone che non hai ancora composta, la parole di un libro che non ho ancora scritto. Verrà il futuro e noi saremo più giovani di ieri dacché liberati di ogni inutile fardello che ci portiamo ancora addosso, dietro, dentro attorno. Persino del peso che tanti ricordi possono dare. Il futuro sarà leggero perché porterà con sé la nuova vita di cui abbiamo bisogno. Un abbraccio a te ovunque tu sia. E se stai davanti al mare, porta al mare un abbraccio. Lieto sempre di esserti amico.

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