L’ultima vicenda, quella più recente, che ha riguardato lo Spallanzani, l’ospedale di Roma che abbiamo messo al centro di un “trionfo nazionale” con tanto di encomio per la politica (che nulla c’entra) ha confermato ciò che già sapevamo: che la politica specula su tutto e che i politici di ogni risma restano dei cialtroni. Dal PD ai 5stelle, da Salvini a Forza Italia, all’estrema sinistra o, al contrario, all’estrema destra, lo stile è esattamente lo stesso, stesso identico modo di fare. Bisogna profittare di ogni cosa che accade per fare il proprio spot propagandistico e, a seconda del posto che si occupa, se si è in maggioranza o in opposizione, se una vicenda riguarda qualcuno del proprio partito o di un partito opposto, bisogna dire tutto e, poco dopo, il contrario di quello che si era detto prima. Nella vicenda dello Spallanzani mi sarei vergognato fossi stato nel ministro Speranza sapendo che gli italiani avrebbero appreso che tra le tre ricercatrici che hanno isolato il virus cinese c’è chi è precaria da sempre e oggi guadagna non più di 1.500 euro in busta paga mensile con un contratto di 16 mesi. Ma Speranza doveva cavalcare l’onda e prendersi i meriti di una faccenda nella quale la politica non ha nessun merito. Anzi. Dovrebbe solo vergognarsi.

I casi di cialtronerie sotto forma di propaganda politica ovviamente non hanno colore e compongono un elenco senza fine e senza confini geografici di regioni, città, paesi d’Italia, colori politici. Ieri allo Spallanzani con la sinistra che esulta ancora per meriti non suoi, un anno fa in altre acque con Salvini, altro cialtrone della politica, esattamente come tutti gli altri. Come la Meloni, come le tante facce del PD, come Renzi o Berlusconi: tutti cialtroni della politica che della verità nulla importa se non porta vantaggio alla propria storia personale, di famiglia, di partito, di bandiera. E se non giova alla propria propaganda.

I politici italiani, ad ogni livello, dal Parlamento alle grandi città, ai piccoli borghi fino al paese dei miei natali, hanno la stessa faccia. E agiscono affinché la politica abbia la loro stessa faccia. Un mercimonio utile solo al consenso di cui la loro politica vive. E ciò che doveva essere l’antipolitica, quella che doveva fronteggiare la casta, i privilegi, le lobby è diventata essa stessa casta, privilegio, lobby. La medesima immagine di cialtroneria che la politica italiana ha.

Essi profittano di tutto e guardano il mondo giudicando gli eventi a seconda dei loro interessi di parte. Si muovono attorno a ciò che accade con l’unico fine di trarre vantaggio per se stessi, per i loro figli, per i loro nipoti. Un relativismo di pensiero che si conosce bene e che allontana chi l’esistenza decide di viverla lontana dalle propagande, dai privilegi: persino da quelle che potrebbero portare un vantaggio immediato. In maniera ipocrita essi parlano di competenze, di bene comune, di efficienza, coerenza, onestà e, chiaramente, attribuiscono tutte queste belle qualità e virtù a loro stessi. Per brillare, questi zozzoni politici italiani (nazionali, regionali, cittadini e locali) sporcano gli altri, dicono tutto il peggio degli altri e alterano la verità uniformandola ai loro interessi personali. Al loro meschino relativismo non fanno caso ed essendo così tanto abituati a fare della politica un proprio vantaggio, l’esercizio della propria vanità, si fingono illibati, sempre volontari in nome del bene comune. Quando li senti parlare le loro storie sembrano tutte straordinarie, tutte meritevoli di mille encomi, tutte fottutamente bugiarde. Per questo, probabilmente, in Italia il mestiere del politico è un mestiere a vita anche quando si tenta di mettere argini ai mandati che si possono avere. Un privilegio che in pochissimi, una volta assaporato, decidono poi di lasciare per dare spazio agli altri. La chiameranno passione da cui non ci si può distaccare ma è solo un calcolato, vanesio e fottuto interesse. Cialtroni, come sempre, capaci di raccogliere pezzi di vetro per venderli al mercato delle frodi come fossero diamanti.

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