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Se una deputata del PD attacca squallidamente Nicola Gratteri oggi

Il buio è ancora fitto alle 4 del mattino di giovedì 19 dicembre. L’operazione “Rinascita-Scott” contro una delle cosche più potenti della ‘ndrangheta preparata da Nicola Gratteri e dai ragazzi della Procura di Catanzaro doveva partire una notte dopo, quella del venerdì 20. Ma l’idea che un capitano dei Carabinieri infedele abbia passato tutte le informazioni a Giancarlo Pittelli, avvocato ed ex parlamentare di Forza Italia può mettere in guardia i destinatari degli ordini di cattura e così l’operazione parte 24 ore prima facendo arrivare da tutta Italia ben tremila altri carabinieri a dare man forte.

L’intreccio tra ‘ndrangheta e politica in questa operazione portata avanti con grande attenzione dalla Procura di Catanzaro è devastante. I politici fanno affari con la ‘ndrangheta e la ‘ndrangheta fa affari con la politica. C’è dentro l’ex parlamentare Pittelli di Forza Italia ma anche Nicola Adamo ex parlamentare del PD, marito di Enza Bruno Bossio attuale parlamentare del PD rieletta nella Direzione Nazionale del partito di Zingaretti a marzo 2019.

L’operazione del Ros ‘Rinascita-Scott’ contro la ‘ndrangheta ha portato in carcere 330 persone e consentito agli investigatori di individuare e disarticolare gli assetti della ‘ndrangheta vibonese in tutto il territorio nazionale e all’estero facendo emergere «cointeressi con personaggi del mondo politico e dell’imprenditoria».

Sono stati documentati, spiega un comunicato, summit di ‘ndrangheta finalizzati al conferimento di promozioni e di incarichi ad affiliati di rilievo, acquisendo elementi di riscontro in merito alle formule rituali utilizzate dai sodali per l’assegnazione del grado di ‘trequartino’.

Nicola Gratteri, Capo della Procura a Catanzaro non ha dubbio: “è stata la più grande operazione dopo il maxi processo di Palermo”. “Abbiamo disarticolato completamente le cosche della provincia di Vibo ma ha interessato tutte le regioni d’Italia, dalle Alpi alla Sicilia. Nell’Ordinanza ci sono 250 pagine di capi di imputazione. E’ stato un grande lavoro di squadra fatto dai carabinieri del Ros centrale, di quello di Catanzaro e del Comando provinciale di Vibo Valentia. Alla fase esecutiva dell’operazione hanno preso parte circa 3000 militari con tutte le specialità, dal Gis al Tuscania ai Cacciatori, tutte le sezioni Ros d’Italia e tutti i carabinieri della Calabria”.

Così possiamo notare che tra gli arrestati nell’operazione “Rinascita-Scott”, oltre all’ex parlamentare di Forza Italia, l’avvocato Giancarlo Pittelli, accusato di associazione mafiosa come già scritto, c’è il sindaco di Pizzo e presidente di Anci Calabria  Gianluca Callipo, del PD, l’ex consigliere regionale del PD Pietro Giamborino (ai domiciliari) e il segretario del PSI calabrese Luigi Incarnato (domiciliari). Ci sono anche il consigliere comunale di Vibo Valentia Alfredo Lo Bianco, del PD, e il fratello Orazio Lo Bianco fra gli arrestati (domiciliari) nell’operazione. Fu èroprio Alfredo Lo Bianco a presiedere la Provincia di Vibo Valentia quando decadde l’ex presidente Andrea Niglia (decaduto contemporeamente da sindaco di Briatico e da presidente della Provincia nel 2016 dopo lo scioglimento dell’ente per infiltrazioni mafiose). Fra gli arrestati, ai domiciliari, anche l’ex assessore comunale di Vibo Valentia Vincenzo De Filippis. Il gip ha imposto il divieto di dimora in Calabria per il marito della deputata del PD Enza Bruno Bossio, l’ex parlamentare ed ex assessore regionale del PD Nicola Adamo, indagato per traffico di influenze. L’ex comandante del reparto operativo dei carabinieri di Catanzaro Giorgio Naselli, adesso comandante provinciale a Teramo, arrestato anch’egli, come già scritto, per aver fatto uscire fughe di notizie. Arrestato anche il comandante della polizia municipale di Vibo, Filippo Nesci come Enrico Caria, all’epoca dei fatti comandante della Polizia locale di Pizzo che, in concorso con Callipo, avrebbe agito nell’interesse dei Mazzotta, egemoni sul territorio, adottando condotte perlopiù omissive. Un quadro inquietante che lega politica, massoneria, cosche della ‘ndrangheta ed altri esponenti di istituzioni cruciali.

In mezzo a questo quadro sconcertante che ha ramificazioni in tutta Italia come dimostrano gli arresti effettuati, arrivano le affermazioni di una deputata del PD, Enza Bruno Bossio, moglie di uno dei 300 e passa indagati, Nicola Adamo, anch’egli del PD, a cui la Procura ha vietato di stare in Calabria.Una deputata rieletta nella a marzo scorso nella Direzione nazionale del partito di Zingaretti. Basterebbe tanto, in contesto di normalità e in un partito che si dice contro il malaffare avendo al suo interno tanti esponenti che si impegnano contro ‘ndrangheta, mafia e camorra. Ma invece alle gravi affermazioni della Bruno Bossio il silenzio assordante da parte di tutti i vertici e degli esponenti del PD.

Enza Bruno Bossio ha scritto: “Gratteri arresta metà Calabria! E’ giustizia? No è solo uno show! Colpire mille per non colpire nessuno. Anzi si. Colpire la possibilità di Oliverio di ricandidarsi. Il resto finirà in una bolla di sapone come il 90% delle sue indagini! E la ‘Ndrangheta continuerà a prosperare come ha fatto in questi anni“. Appare quanto mai curioso che una deputata del PD faccia queste affermazioni poche ore dopo una operazione che ha colpito anche il marito e che in lunghissime intercettazioni appariva come un figura di un sistema marcio. Sono le affermazioni di persone/deputate come Enza Bruno Bossio a rappresentare il peggio che certa politica ha all’interno di un partito dove, ad oggi, nessuna voce si è levata contro per stigmatizzare e prendere così le distanze dalla Bruno Bossio.

Che senso ha per un partito come il PD che vorrebbe farsi paladino di legalità, nonostante le tante inchieste su sue persone, consentire a proprie deputate simili affermazioni? A chi giovano le parole di Enza Bruno Bossio? Chi vogliono colpire? Quale sfacciata ragione nascondono le parole di una parlamentare che in barba alle 250 pagine ed ad una operazione così complessa dove le collusioni tra mafia e politica in Calabria come altrove dice cose così pesanti e denigranti? Confidiamo che qualcuno tra le voci al vertice del PD nazionale sappia far sentire quanto prima una voce diversa e distante. Dovesse accadere qualcosa a Nicola Gratteri non saprei cosa farmene della indignazione postuma di partito che oggi tace a chi denigra una dei magistrati più coraggiosi ed impegnati contro la ‘ndrangheta che la Calabria (e l’Italia) potesse avere.

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