DENUNCE SOCIALI

Quando gli avvocati “sciacalli” di una ex moglie visitano il sito dell’ex marito

Dalle storie più squallide delle separazioni giudiziali mi arriva il racconto di un collega giornalista che scrive libri per cultura ed impegno civile e che si vede, suo malgrado, visitato il suo portale web da avvocati “sciacalli” che usano il materiale pubblicato (foto e notizie) sul suo sito per farne battaglia giudiziaria riportando un cumulo di idiozie sulla pelle di figli che si trovano, ignari, a subire la deriva di un impegno criminale realizzato da chi agisce senza scrupolo e senza etica per il fine esclusivo di lucrare per sé stesso e per le proprie assistite.


Ci sono avvocati scrupolosi ed attenti. Sono tanti (la maggioranza) e sono quelli capaci di non prestare mai il fianco, amplificandolo, ai tanti e profondi livori di famiglie naufragate e finite che si fanno ancora la guerra nei tanti tribunali d’Italia. Accade quando con cura, attenzione, deontologia professionale quegli avvocati sono capaci di rinunciare al facile guadagno consigliando sempre alla propria assistita di evitare guerre, di deporre ogni arma, di non speculare mai sulla pelle dei figli in nome del dio danaro. Poi ci sono gli sciacalli, avvocati senza scrupolo, quelli che di etico e di professionale non hanno nulla. Quelli che fomentano la follia delle loro assistite, donne di vendette e di scelleratezze che cercano il sopravvento e fanno guerra fino all’ultimo istante a chi alle guerre ha rinunciato da tempo. Il racconto che mi arriva oggi non è diverso dai tanti racconti dentro i quali restano travolti professionisti, operai, persino disoccupati, impiegati, docenti, medici ed altri, tutti ex mariti e uomini a cui le loro ex mogli cercano di togliere tutto: la dignità, i figli, la possibilità di avere una vita degna di questo nome. Questa è la storia di un collega giornalista che conosciamo molto da vicino a cui la sorte ha dato la fortuna di avere accanto a sé, sin dal principio della sua separazione, uno dei figli che la ex moglie gli voleva sottrarre. Una storia che abbiamo raccontato anche altrove e che segna la deriva e lo squallore di avvocati senza scrupolo che saccheggiano persino il sito web del nostro collega dove sono pubblicati anche impegni civili, racconti e l’elenco dei libri da lui pubblicati. Avvocati che hanno fatto gli screen e messo nero su bianco ciò che nemmeno il più malevolo degli osservatori avrebbe fatto: la conta dei possibili guadagni venuti, secondo loro, da libri pubblicati solo per impegno civile e testimonianza. Come se chi scrive libri in Italia (best seller a parte) potesse vivere scrivendo libri. Come se in Italia (anche questi tipi di avvocati) avessero il tempo di leggerli quei libri e capire, per esempio, che di libri venduti in Italia davvero “campano” in pochi. Questi sciacalli portano in tribunale dati falsi, gonfiano richieste economiche di controparti a dismisura, portano report in aula con dentro solo bugie e dati falsi, fanno di tutto per prolungare processi e metterne in piedi altri, minacciando, in corso d’opera, l’uso e l’abuso persino di parti dello Stato e della legalità che dovrebbero essere d’ausilio solo e sempre alla giustizia. Avvocati, sommamente ignoranti e criminali, che senza nessuna adeguata preparazione cercano solo di lucrare e di portare a casa lauti compensi sulla pelle dei soggetti più deboli e provati che subiscono le loro angherie. Sono questi il vero male della giustizia e del diritto di famiglia che si riduce a questioni economiche dibattute tra ex coniugi sulla pelle e le sofferenze dei loro figli. Sono loro molte volte l’origine occulta di cui non si parla mai in storie di separazioni che finiscono in tragedie, femminicidi, suicidi.

Ma il racconto della storia che ci arriva fino a qui supera anche la più perfida delle immaginazioni. È la storia di un figlio (o figlia che sia) rimasto con il padre per sua espressa volontà e per questo vessato, messo in croce in tribunale, trattato come fosse colpevole di qualcosa che ha solo subito. Costretto ad andare più volte in tribunale per essere preso in giro, insidiato e schernito dagli avvocati sciacalli e senza etica, dalla cattiva giustizia, da leggi ingiuste, dalla malafede di mamme scellerate che di materno non hanno nulla. Coinvolto, quel figlio, in procedimenti giudiziari, processi e deposizioni che raccontano solo il tormento e la menzogna. Una storia che seguiremo e che dovremo raccontare con la forza di un grido che chiede giustizia. Soltanto giustizia. Una storia comune a tante altre. Persino a quelle dove si coltivano e covano derive nefande: femminicidi, suicidi, la mattanza di figli minori o maggiori che perdono ogni serenità, ogni forza e cura. Sofferenze che durano anni perpetrando la miseria di unioni sbagliate (finite anche un decennio prima) da cui ancora esce tutto il marcio di squilibri che nacquero con loro. Sta di fatto che in troppi tribunali italiani i muri diventano le leggi sbagliate, il luogo comune di affidare alla donna, ex moglie e mamma, una tutela che il padre, ex marito, continua a non avere. Sono ancora troppi i padri ed ex mariti che vengono trattati come criminali, costretti al disagio, portati alla soglia della povertà per opera, molte volte, degli avvocati sciacalli e senza etica (che pensiamo certamente minoranza) a cui è concesso comunque di agire e di deformare, senza scrupolo, leggi e tutele a loro piacimento che dovrebbero, invece, ridurre le distanze dello scontro, consentire ai figli dei separati di non subire il danno e la beffa di essere trattati come fossero imputati. Così fino a quando il diritto di famiglia sarà dato in mano ad avvocati che non hanno nessuna preparazione e sensibilità in merito il danno incalcolabile che la giustizia italiana subisce sarà una costante. Con storie come questa che sono e saranno ancora per troppo tempo ovunque in Italia.

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